Approccio sostenibile alla progettazione

Demolizioni selettive e decostruzione

Nel settore edilizio esistono forti problematiche legate alla quantità di rifiuti, inerti e/o speciali, dovuto alle demolizioni. Gioca un ruolo fondamentale l’utilizzo di materiali altamente riciclabili, riutilizzabili e/o per niente impattanti. Anche nell’ambito delle costruzioni vale la regola delle 3R (Riduci, Ricicla e Riusa).

Tutt’oggi l’opportunità di sviluppare la regola delle 3R è altissima.

  1. Ridurre l’uso di materiale è compito del progettista già in fase di progettazione.
  2. Il riciclaggio ha già a disposizione tecnologie sperimentate che consentono di trasformare i rifiuti da costruzione e demolizione in materiale potenzialmente per altri usi. Tale metodo rappresenta un’efficiente soluzione sia al problema della conservazione delle risorse naturali sia al problema delle limitate disponibilità di stoccaggio.
  3. Il riuso è, in edilizia, piuttosto in ritardo. Le tecnologie utilizzate nell’edilizia del mattone sono ancora lontane a dare risposte in tal senso. Gli edifici con strutture lignee ben conservate rappresentano uno dei pochissimi esempi di riuso del materiale. La stessa ristrutturazione può però essere considerata come riuso delle strutture.

Verso l’Edificio Passivo

L’edificio passivo è quella particolare costruzione a fini civili che ha consumi limitatissimi. Si parla di edifici con fabbisogno di energia primaria per il riscaldamento pari a 15 kWh/mq nell’arco di un anno. Per l’insieme di tutti i consumi domestici (acqua calda sanitaria, raffrescamento, illuminazione, elettrodomestici) tale edificio non supera i 42 kWh/mq su base annua.

Per poter coprire questi fabbisogni energetici molto bassi è possibile utilizzare tecnologie che diminuiscono drasticamente l’effetto inquinante.

Queste possono essere: scambiatore di calore e VMC (Ventilazione Meccanica Controllata); pompa di calore; fotovoltaico; solare termico; e tutte quelle tecniche costruttive edili e di serramenti ad alte prestazioni energetiche.

Progettare con il clima

La ricerca di un benessere psicofisico dalle condizioni climatiche esterne, in rapporto con l’ambiente naturale, è il principio dell’architettura sostenibile ed è alla base delle costruzioni tradizionali.

Le tendenze della nuova architettura sono verso la fusione di queste necessità e condizioni. Ne derivano, tendenzialmente, forme di edifici semplici, più o meno compatti, che coniugano la razionalità costruttiva con i fattori naturali.

La tradizione costruttiva offre molti spunti per raggiungere questi scopi di sostenibilità. Ci si spinge, per quanto possibile, verso edifici con sistemi di autoregolazione (non meccanico ma naturale) funzione del clima e delle attività quotidiane.

 

Durabilità programmata degli edifici

La progettazione di un edificio viene fatta anche in funzione della sua durata. La normativa vigente prevede 60 di vita media (Unione Europea, in America 45 anni ed in Giappone 30 anni).

Data questa esigenza temporale, prefissata per motivi prettamente economici, si evince quale sia la finalità dell’architettura moderna: flessibile, capace di seguire esigenze, mutare in base a queste, migliorarsi, crescere ed espandersi, essere efficiente e rispondere a tutte le situazioni estreme.

Il rivestimento a secco

Tecniche di costruzione altamente instradato sul riutilizzo di quasi ogni sua parte, tanto da potersi definire “smontabile”, è quella della Struttura e Rivestimento (SR) o stratificato a secco.

Molto interessante per l’assenza di acqua nelle lavorazioni in cantiere, per la velocità di posa, per la precisione e per la prestazione. Per conto necessita di manodopera specializzata.

L’utilizzo molteplice dei materiali da rivestimento e da isolamento termoacustico, ne fanno un ottimo sistema costruttivo versatile ed adattabile a tutto. Gli architetti esperti in SR possono comporre elementi con forme e colori impensabili con la classica struttura in mattoni.

Involucri per edifici a basso consumo

Ottenere un miglioramento energetico in un edificio nuovo come in uno vecchio, si deve basare soprattutto dall’involucro. Questo incide notevolmente sull’abbassamento del fabbisogno energetico primario, circa il 30-40% contro il 5-7% di un cambio caldaia (partendo dal presupposto che l’impianto sia comunque correttamente dimensionato).

I vantaggi sono non solo quelli economici, ma soprattutto quelli di benessere (impagabile, non ha valore stare bene nella propria casa!) e quelli ambientali (riduzione notevole delle emissioni di CO2 equivalente).

Impianti e domotica

L’edificio si sta evolvendo in un campo, per ora, poco apprezzato soprattutto per i costi. Si tratta di dare alla costruzione un “cervello”. Proprio come nel nostro organismo il cervello regola azioni volontarie (programmate e volute dall’uomo) ed involontarie (risposte termofisiche della struttura).

Il rapporto tra involucro ed impianto, con l’utilizzo della domotica, raggiunge la massima espressione possibile.

La domotica diventa essere quasi indispensabile nei luoghi in cui l’uomo non può apporre la propria volontà diretta. Un esempio sono i grossi centri commerciali ed il terziario in genere. La pubblica amministrazione è un altro luogo in cui l’applicazione della domotica da benefici.

Isolamento termico e prodotti ecologici

La situazione normativa attualmente in vigore in Italia impone valori di dispersione del calore molto contenuti.

Usare materiali naturali (legno, sughero, canapa, cellulosa ecc…), con soluzioni tecniche compatibili, comporta un contributo maggiore alla riduzione degli inquinanti ed al benessere interno dell’edificio (anche se spesso non coincide con quello del portafoglio).

I materiali naturali, a parità di spessore, hanno minori capacità di coibentare. Spesso per raggiungere comfort elevati si rendono necessari spessori di oltre 20 cm.

Mentre in campo invernale questa categoria è penalizzata, lo è molto meno nella fase estiva, garantendo sfasamenti dell’onda termica molto elevati.

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