La casa a basso consumo

Scritto da Mirko Paglia ECO-Ingegnere

27/10/2020

Nel passato dell’architettura c’è sempre stato un rapporto estremamente importante tra ambiente/clima e progetto/edifici.
l benessere energetico, e l’opportunità di portare ovunque grossi quantitativi di energia, ha infranto questo naturale rapporto tra progetto e contesto climatico. Riscontriamo quindi, nell’architettura moderna, una forte disattenzione nei confronti dell’involucro che viene definita la nostra seconda pelle. E’ stato quindi l’evoluzione del settore impiantistico a fare da padrone in questi ultimi 50 anni, il quale andava a sopperire questa “disattenzione” dell’architetto. Nell’edificio a basso consumo energetico diventa quindi strategico operare già nella forma progettuale per riabbracciare il vecchio rapporto interrotto. Trattasi di riformare un pensiero progettuale e costruttivo rielaborando, in chiave moderna, le metodologie degli antichi. Il progetto diventa una funzione matematica che ha come variabile l’ambiente e l’edificazione ne è la sua rappresentazione grafica. La costante di questa funzione sarà l’analisi e la riduzione della CO2 equivalente.
L’edificio a basso consumo energetico deve essere più vicino possibile ad un essere vivente che si adatta in armonia con l’ambiente.

Le fonti energetiche sono essenziali nella nostra civiltà. Ma non è il loro utilizzo ad essere messo in discussione, ma il quantitativo. Può sembrare strano ma è più sostenibile un impianto con caldaia a condensazione, ben dimensionato, piuttosto di uno che sfrutta tantissimi pannelli fotovoltaici. Nella progettazione si deve tenere presente anche di questi equilibri.
Esistono diversi tipologie di fonti energetiche, ma le più importanti da tenere in considerazione oggi sono quelle rinnovabili.

Fonti rinnovabili

Non tutto è rinnovabile. Purtroppo è risaputo dell’esistenza del greenwashing. Greenwashing è un neologismo indicante l’ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un’immagine mistificatoria per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. Era necessario fare questa premessa.

Le fonti realmente rinnovabili hanno la caratteristica di avere, come combustibile, per la produzione di energia il sole, il vento, il mare, l’acqua e tutti i complessi meccanismi naturali in grado di produrre movimento. Si aggiungono anche quei composti chimici che appartengono a cicli naturali definiti brevi (durata di pochi giorni). Un esempio di ciclo breve è la produzione di metano da processi batterici. Gli scarti biologici diventano fonte primaria di energia nel giro di pochi giorni.

Le fonti realmente rinnovabili hanno la caratteristica di avere, come combustibile, per la produzione di energia il sole, il vento, il mare, l’acqua e tutti i complessi meccanismi naturali in grado di produrre movimento. Si aggiungono anche quei composti chimici che appartengono a cicli naturali definiti brevi (durata di pochi giorni). Un esempio di ciclo breve è la produzione di metano da processi batterici. Gli scarti biologici diventano fonte primaria di energia nel giro di pochi giorni.
La natura non da grossi quantitativi di energia, ma da le quantità necessarie per poterci “soddisfare”. Spetta noi usare queste fonti in modo razionale evitando atteggiamenti di obesità energetica.

Fabbisogno energetico

Il Fabbisogno di energia è la quantità di un determinato combustibile per ottenere il benessere in un edificio. Il benessere viene misurato attraverso due variabili quali la temperatura (tra i 18 e i 22°C a seconda della tipologia edilizia e del tipo di edificio) e la quantità di umidità relativa dell’aria (%UR). L’edificio viene progettato, o riqualificato, studiando un buon rapporto tra involucro ed impianto. Non c’è solo la parte invernale da considerare, ma anche quella estiva sempre più di interesse pubblico causa cambiamenti climatici (spesso in versione riscaldamento globale o Global Warming).

Gli impianti

Gli impianti possono essere suddivisi per attività. Le tre principali sono il riscaldamento, il raffrescamento e l’utilizzo domestico elettrico.

Abbassare i consumi vuol dire utilizzare elettrodomestici altamente efficienti, per la parte elettrica, ed impianti equilibrati con l’involucro per la climatizzazione.

Il cambiamento climatico è causato per il 95% dalle azioni umane

La Verità dei dati scientifici ci renderà liberi dalla schiavitù dell’abuso del consumo sproporzionato. Al mondo moderno servirebbero risorse pari ad altri due pianeti come la Terra se accettiamo questo modo di consumare. Poniamoci dei limiti ragionevoli per convivere tutti (natura compresa) su questa “Casa Comune”.

Vuoi iniziare il cambiamento?

Related Articles

Consumiamo energia, siamo obesi energetici.

Consumiamo energia, siamo obesi energetici.

Questa è una delle mie frasi che più concretizzano il problema dei consumi energetici:  SIAMO OBESI ENERGETICI. Da qua iniziamo un percorso semplificato, per fissare poco punti facili (ma non semplicistici) in grado di mostrarti la reale situazione. Attualmente esiste...

Ristrutturazione e distanze: il MIT chiarisce

Ristrutturazione e distanze: il MIT chiarisce

Piccola premessa, personalmente avrei voluto darvi il testo della circ. n. 45113/2020 da cui traggo considerazioni tecniche. Purtroppo vi posso dare, per questioni di velocità e praticità, un pdf scasionato. Nell'era del digitale non si comprende come sia possibile...

Conto termico 2.0

Conto termico 2.0

Il nuovo Conto Termico, in vigore dal 31 maggio 2016, potenzia e semplifica il meccanismo di sostegno già introdotto dal decreto 28/12/2012, e incentiva interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e la produzione di energia termica da fonti...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: