Imposte e oneri meno pesanti

Con l’articolo 39 del Decreto sviluppo del giugno 2012 prevede oneri meno pesanti per le imprese significativamente energivore.

Le agevolazioni per le imprese energivore sono riferite principalmente alle piccole e medie imprese: variano i criteri di applicazione degli oneri che hanno un’incidenza crescente e sempre più intensa nei costi energetici. In particolare, l’impresa energivora viene identificata sulla base di incidenza dei costi energetici rispetto il volume complessivo d’affari. Di conseguenza tali imprese hanno diritto ad agevolazioni sia sulle imposte che sui cosiddetti oneri passanti in cui pesano particolarmente gli incentivi per l’energia rinnovabile.

Le aziende che hanno un costo totale dell’energia superiore al 3% del fatturato hanno diritto ad agevolazioni sulle accise e quelle con un rapporto tra costo dell’elettricità e fatturato superiore al 2% beneficeranno di oneri agevolati. Le diminuzioni degli oneri aumenteranno linearmente a tale rapporto e verrà comunque mantenuta una soglia minima di consumo energetico pari a 2.400.000 kWh/anno.
Ai fini del calcolo del costo effettivo del quantitativo complessivo di energia utilizzata viene usato, per l’energia elettrica acquistata sul mercato, il prezzo finale per i consumatori industriali e per la quantità eventualmente autoprodotta il corrispondente valore annuo del PUN (Prezzo Unico Nazionale). Ai costi vengono detratti gli incentivi sulla produzione energetica. Per attività con più punti di prelievo e differenti classi di consumo, il costo viene calcolato come media ponderata dei prezzi finali.

Annualmente presso la Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico viene istituito l’elenco annuale delle imprese che rispettano i requisiti di cui sopra o nel sito CCSE. L’AEEG individua le modalità operative per la costituzione e l’aggiornamento dell’elenco, nonché le modalità per la trasmissione agli enti competenti.

Il fine del Decreto è quello di favorire la competitività di migliaia di piccole-medie imprese, gettando le basi per ridurre il divario con le imprese europee. I criteri sopra riportati sono stati definiti ma i dettagli operativi verranno confermati da un regolamento che il Ministero dello Sviluppo assicura di varare con un atto all’AEEG, che avrà il compito di rimodulare gli oneri.

 

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