Back to Basics: Case Sostenibili Vs Case Tradizionali | Genitronsviluppo.com

E’ un dilemma o un confronto estremamente complesso da fare dal punto di vista tecnico.
Molto più semplice da quello pratico: efficienza energetica od obesità energetica?
Mi spiego meglio.
Dal punto di vista pratico.
Gli edifici presenti sul territorio italiano 2001 erano 12.774.131 edifici e 38.397 complessi di edifici, per un totale di 12.812.528 unità (dati istat). Quasi il 50% tutti concentrati in Sicilia, Lombardia, Veneto, Puglia e Piemonte. Tra tutte le sole Sicilia più Lombardia ne hanno quasi il 25%.

Gli edifici ed i complessi di edifici utilizzati sono 12.086.592 (il 94,3% del totale). Di questi, 11.226.595 sono ad uso abitativo, 441.070 sono impiegati per alberghi, uffici, commercio e industria, comunicazioni e trasporti e 418.927 ospitano attività ricreative e sportive, scuole, ospedali, chiese ecc.
Il 53,0% (5.955.086) degli edifici ad uso abitativo è isolato dagli altri edifici, mentre il restante 47,0% è contiguo ad altre strutture su uno o più lati (su un solo lato il 21,1%, e su due o più lati il 25,9%).
Il 19,2% (2.150.259) è stato costruito prima del 1919, il 12,3% tra il 1919 e il 1945, il 50,0% tra il 1946 e il 1981; l’11,5% dal 1982 al 1991 e il 7,0% dopo il 1991.
L’11,5% della popolazione abita in edifici costruiti prima del 1919; l’8,7% in edifici costruiti tra il 1919 e il 1945; il 15,5% in edifici del secondo dopoguerra (1946-1961); il 21,7% in quelli costruiti tra il ’62 e il ’71; il 20,1% in edifici del decennio successivo. Il 71,4% delle abitazioni è occupato dai proprietari: 41 milioni di persone vivono in case di proprietà.

In Italia abbiamo soprattutto edifici costruiti nel periodo in cui non vi erano regole per il contenimento energetico (i primi obblighi sono stati imposti dalla legge 10/91). Precisamente si sta parlando di oltre il 90% degli edifici. Posso assolutamente affermare, come libero professionista, che le attese della legge 10/91 e s.m.i. sono state disattese soprattutto per poca preparazione degli enti pubblici e per la mancanza di controlli. Di conseguenza l’ennesima legge “all’italiana” poco seguita o seguita solo da “illuminati liberi professionisti e/o impresari”.

Approssimativamente la media dei consumi in Lombardia è attorno ai 140-150 kWh/m2. All’incirca, un appartamento di 100 m2 ha una spesa annua (solo per il riscaldamento) tra gli 850 ai 1.000 €. La sensazione invernale interna è pessimo: con una temperatura di 20-22 °C (basti pensare che d’estate a 20°C siamo con le maniche corte), spesso abbiamo la sensazione di freddo a causa dei muri che non riescono a riscaldarsi. Quella estiva è peggiore: di notte ci ritroviamo in casa la stessa temperatura di giorno, mentre fuori la temperatura è ottima!

Con una casa a basso consumo in classe B le cose sono completamente diverse.
La sensazione invernale interna è Ottima: con una temperatura anche di 18 °C, non abbiamo problemi, perchè il muro è caldo quasi come l’aria interna. Quella estiva è migliore: di notte ci ritroviamo in casa solo una piccolissima parte della calura di giorno. Con un piccolo ricircolo d’aria, si riesce a dormire meglio. Anche la bolletta energetica è proporzionalmente inferiore: si arriva a 1/3 della spesa delle “obsolete” case.
Ovviamente questi sono per un uso standard dell’edificio. Come in tutte le cose se si usa male non si possono ottenere i risultati che ci si aspetta.

Dal punto di vista tecnico lascio spazio agli articoli di maggiore approfondimento che pubblicherò su genitronsviluppo.com.

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