Una delle novità che ha maggiormente caratterizzato lo scenario internazionale negli ultimi anni è rappresentata la graduale affermazione di un aggregato geoeconomico, identificato dall’acronimo BRICS, formato dal Brasile, dalla Russia, dall’India, dalla Cina e dal Sudafrica . La progressiva affermazione, acuitasi con la gravissima congiuntura economica internazionale, di nuove sedi e meccanismi di concertazione internazionale (ad esempio con l’emergere del G20) delinea inediti spazi d’intervento per queste nuove potenze geoeconomiche, chiamate da un lato a competere sulla scena mondiale con i ruoli tradizionalmente svolti dagli Stati Uniti e dalla altre potenze economiche occidentali ed a rivendicare, dall’altro, una leadership condivisa della Comunità internazionale.

Il concetto di BRIC

BRICS è un acronimo, utilizzato in economia internazionale, che individua cinque paesi (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) accomunati da alcune caratteristiche simili, tra le quali: la condizione di economie in via di sviluppo, una popolazione numerosa, un vasto territorio, abbondanti risorse naturali strategiche e sono stati caratterizzati, nell’ultimo decennio, da una forte crescita del PIL e della quota nel commercio mondiale.

E’ stato l’analista Jim O’Neill, a fine 2001, ad identificare, in un documento redatto per la Banca di investimenti Goldman Sachs, un nuovo aggregato geoeconomicosulla base di queste caratteristiche comuni. I paesi presi inizialmente in considerazione erano: il Brasile, la Russia, l’India e la Cina. Secondo O’Neill queste nazioni avrebbero verosimilmente dominato l’economia mondiale del secolo appena iniziato e risultava dunque necessario inglobarle nell’economia mondiale egemonizzata dal sistema occidentale.

I paesi del BRICS comprendono oggi oltre il 42% della popolazione mondiale, il 25% della totale estensione della Terra, il 20% del PIL mondiale, e circa il 16% del commercio internazionale.

Gli incontri

Il primo incontro informale tra i quattro paesi, promosso dal ministro degli esteri russo Lavrov, è avvenuto, a livello di ministri degli esteri, nel settembre 2006 a New York, a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. Successivamente i ministri degli esteri dei paesi BRICS, a parte la riunione tenuta nel maggio 2008 in Russia, si incontrano periodicamente a margine dell’Assemblea generale dell’ONU. E’ in questa sede che, nel settembre 2010, si è convenuto di invitare il Sudafrica a partecipare alle riunioni BRIC, modificando conseguentemente l’acronimo in BRICS. La prima posizione comune rilevante in sede internazionale si è avuta con l’astensione in Consiglio di Sicurezza sulla Libia nel marzo 2011.

Il primo incontro, a livello di Capi di Stato e di governo dei paesi BRICS, si è invece svolto a Toyako (Giappone) il 9 luglio 2008, a margine del G8.

A questo primo vertice sono seguiti degli incontri annuali: a Ekaterinburg (Russia) il 16 giugno 2009, a Brasilia il 15 aprile 2010, a Sanya (Cina) il 14 aprile 2011 (a partire dal quale si è aggiunto il Sudafrica) e a New Delhi, il 29 marzo 2012. Ilquinto vertice si svolgerà a Durban, in Sudafrica, il 25 e 26 marzo 2013 e avrà per tema “BRICS e Africa – partnership per l’integrazione e l’industrializzazione”.

Accanto a queste attività diplomatiche sono iniziati e si sono consolidati incontri di settore ai diversi livelli: sia di governo (ministri economico finanziari – che si vedono regolarmente a margine del G20 e delle riunioni annuali del FMI e della BM -, dell’agricoltura, del commercio, della sanità, i consiglieri per la sicurezza nazionale); che di autorità di settore e di organizzazioni di imprese e attività economiche (forum d’affari, associazioni bancarie, istituti statistici, istituzioni accademiche).

Evoluzione e prospettive

La struttura portante dei BRICS fu inizialmente costituita dal triangolo asiatico formato da India, Cina e, soprattutto, Russia, che nel 2002 promosse la cooperazione tra questi paesi. Quando fu evidente che il limitato raggio di azione di un’alleanza fondamentalmente asiatica non era in grado espandere la propria influenza e la propria attrattiva di polo alternativo all’egemonia occidentale e, in particolare, statunitense, si rese necessaria l’aggregazione di altre potenze di altri continenti. La prima fu il Brasile, che costituiva la maggiore potenza del continente indio-latino nonché la quarta economia emergente a livello mondiale, e in seguito il Sudafrica, su pressione della Cina, che aveva nel frattempo realizzato una forte penetrazione economica e diplomatica in Africa.

Tutto questo ha permesso al gruppo di acquisire una maggiore rappresentatività geografica, accentuando il suo carattere dinamico e multipolare, è corretto interpretare i BRICS come un blocco in grado di affermare un’alternativa all’ordine mondiale costituito da Stati Uniti.

Ad oggi stanno vedendo, con molto interesse, altre 21 economie che potrebbero aderire al BRICS. Tra questi vi sono il Qatar, il Kazakistan, il Vietnam, la Nigeria, il Ghana e l’Indonesia, in grado di rivaleggiare con i colossi asiatici in termini di velocità relativa di crescita.

C’è da riflettere anche a seguito dei continui ed inutili blocchi imposti dagli USA nei confronti della Russia che danneggiano la nostra economia Italiana proprio a causa della nostra forte partnership economico con la Russia.

“Dopo la visita all’Expo, Putin si è recato a Roma per incontrare il Papa, al quale ha spiegato la situazione in Ucraina, ben diversa da quella descritta dai media. La crisi ucraina non è stata provocata da Putin, ma dall’amministrazione Obama, nella persona di Victoria Nuland, che ha messo al potere a Kiev un governo di cui fanno parte due partiti neonazisti, sostenuti a suon di miliardi sia da Obama che dalla Merkel. Hanno giustificato le sanzioni sostenendo che la Russia ha “annesso” la Crimea, mentre in realtà in Crimea c’è stato un referendum, e sono stati i cittadini a scegliere la Russia. Ha quindi ragione Putin a definire il G7 “un club di cui non facciamo parte” ed offrire l’alternativa della cooperazione coi BRICS.” (tratto da qui)

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