Lo studio del Carnegie Science Center di Pittsburgh ha elaborato una serie di modelli per stimare l’impatto della CO2 equivalente. Il risultato: il riscaldamento massimo si verifica circa dieci anni dopo l’emissione.


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Oggi giorno subiamo il sempre crescente vociferare che gli effetti della CO2 equivalente si verificheranno a lungo termine e spesso quest’argomento viene diffuso nel dibattito politico (con conseguenti errate proposte di governance).
Lo studio fatto del Carnegie Science Center di Pittsburgh, in Pennsylvania, ha concluso invece che gli effetti saranno a breve ben visibili tanto da dichiarare che la variazione della temperatura della Terra, causata dall’immissione della CO2 equivalente, potrebbe farsi evidente molto prima di quanto si pensi.
Basandosi sulla confermata relazione tra CO2 ed aumento della temperatura, hanno elaborato 55 modelli diversi al computer, in grado di simulare scenari sugli effetti di un rilascio una tantum di 100 miliardi di tonnellate di carbonio in atmosfera, considerando come concentrazione di CO2 atmosferica standard quella di 389 ppm, effettivamente registrata nel 2010-2011.
Sono stati simulati complessivamente 6000 diversi scenari, ognuno derivate da una diversa configurazione dei 55 modelli e questo ha prodotto un possibile quadro rispondere, in linea teorica, alle emissioni entro i prossimi 100 anni.
I modelli considerano tre principali aree di analisi sulla sensitività dei parametri:
  1. l’impatto sul ciclo del carbonio, cioè l’assorbimento naturale e il rilascio di carbonio da parte degli oceani che interessa direttamente la vita sulla Terra;
  2. l’impatto sul clima, cioè l’equilibrio tra gli effetti della temperatura derivata dal riscaldamento solare, la quantità riflessa dall’atmosfera e “gli effetti di feedback”, come ad esempio un aumento vapore acqueo atmosferico in risposta al riscaldamento;
  3. l’impatto sull’inerzia termica, che è lo scambio di calore tra l’atmosfera e gli oceani.
I risultati giungono alla conclusione, preoccupante, che gli effetti sul riscaldamento globale saranno immediatamente percepibili solo dopo 10,1 anni dal rilascio della CO2 equivalente. Questo è stato il risultato derivante dalla media dei valori ottenuti, i ricercatori puntualizzano però che è anche ‘molto probabile’ che questo fenomeno potrebbe insorgere in qualsiasi momento tra i 6,6 e i 30,7 anni seguenti l’emissione.
Dopo un picco immediato, gli effetti dell’emissione sulla temperatura si abbassano lentamente al diminuire della CO2  assorbita da oceani, foreste e altri siti di stoccaggio naturali. Purtroppo questo decremento risulta essere insufficiente proprio a causa del continuo rilascio di CO2 eq dovuto all’attività umana. Da notare che solo la parte non equivalente della CO2 (ovvero il biossido di carbonio) viene stoccata naturalmente, il resto è libero e spesso per molto più tempo!
I ricercatori ritengono che gli effetti del riscaldamento derivato dall’emissione persisteranno ben oltre i 100 anni e sottolineano che gli effetti peggiori del cambiamento climatico, come il massimo innalzamento del livello del mare, non si verificherà fino al prossimo secolo. Ci sono comunque altre problematiche che si faranno critiche molto prima come siccità, ondate di caldo e inondazioni, che dovrebbero aumentare con le variazioni di temperatura.
Come conclusione, atta a riflettere per l’ambiente, riporto le parole pronunciate da Papa Francesco “Dio perdona SEMPRE, l’uomo qualche volta, la natura MAI”.

 

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