Il risparmio energetico in edilizia si raggiunge utilizzando soluzioni tecniche, a proposito delle superfici opache e trasparenti costituenti solette e pareti, tese ad ottimizzare i consumi d’energia per il riscaldamento invernale e il raffrescamento estivo degli edifici, unitamente all’impiantistica. Analizziando la coibentazione presente all’interno di ogni parete, è possibile catalogarla in due grossi insiemi: quella naturale e sintetica.
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Figura 1: Parete progettata con tecnologia stratificata a secco [ Seleziona l’immagine per ingrandire ].
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Questa distinzione comporta una differenza in termini di consumi d’energia, necessari alla produzione di poliuretano in lastre, piuttosto che di pannelli in fibre di legno. Ad essi sono correlate quantità variabili d’anidride carbonica, emesse in atmosfera, andando ad incrementare il già noto “effetto serra”. La sostenibilità di una soluzione, la sua economicità in termini energetici, considera la quantità d’energia indispensabile per ottenere il prodotto finito, adoperabile in cantiere partendo dalle materie prime. L’energia, di cui si sta parlando, è definibile come Energia grigia la quantità di energia necessaria per produrre, trasportare fino al luogo di utilizzo e smaltire un prodotto, un materiale o un servizio. Sinonimi alternativi, possono essere: “energia virtuale”, “energia congelata” o “energia nascosta”. Per meglio comprendere quanto detto viene riportato di seguito un confronto esemplificativo, in termini d’energia grigia, tra una parete realizzata con tecnologia tradizionale di doppio laterizio con isolamento in polistirene, e una parete stratificata a secco (fig. 1), isolata con sughero e fibre di legno, aventi entrambe trasmittanza pari a 0,19 W/mqK. Al fine di svolgere l’analisi, sono stati utilizzati valori, caratterizzanti i diversi materiali, forniti da uno studio, svolto presso l’Università di Architettura di Valencia (la Spagna è l’unico stato ad aver fatto tali studi con un mix energetico similie a quello Italiano), intitolato:
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L’energia grigia per la produzione dei materiali. Dati provenienti dall’Università di architettura di Valencia citati in G. Longhi, Linee guida per una progettazione sostenibile, Officina edizioni, Roma 2003, pag. 122.)
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Questo ha portato a determinare che il totale, relativo alla parete stratificata, è pari a 836.32 Mj/kg (tab. 2), per un metro quadrato della stessa. Il valore è utile per caratterizzare il livello di ecosostenibilità della parete, realizzata in materiale certificato PEFC, ECOLABEL o simili. Il confronto con la soluzione tradizionale (tab. 3) evidenzia come lenergia grigia, in questo caso, raggiunga i 1815.84 Mj/kg (tab. 3), ovvero più del doppio rispetto alla precedente soluzione. L’ordine di grandezza dei contenuti energetici può subire variazioni brusche solo se la metodologia di fabbricazione sfrutta energie rinnovabili.
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Tabella 2: Valori di energia grigia per i diversi materiali componenti una muratura stratificata a secco [ Seleziona l’immagine per ingrandire ].
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Tabella 3: Valori di energia grigia per i diversi materiali componenti una muratura tradizionale [ Seleziona l’immagine per ingrandire ].
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[ Links utili e approfondimenti ]
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Ing. Mirko Paglia in collaborazione con Ing. Gianmaria Origgi
(Articolo tratto da www.genitronsviluppo.com)
studio green-building.it

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