Impianto film sottile della First Solar su capannone

Sembra impossibile che pochi kWh prodotti solo in pieno giorno con il sole, possano mettere in crisi il kWh prodotto dal nucleare. Eppure è proprio così.

Dr. Sven Bode
Head of Research

Dal rapporto dell “Arrhenius Institute for Energy Climate Policy.” di Sven Bode and Helmuth-M. Groscurth, è stata fatta un’analisi sul mercato tedesco e sul comportamento sul prezzo di vendita dell’energia.
Ad oggi non si era mai preso in considerazione una semplice, quanto banale, influenza dell’incrocio tra domanda ed offerta nel mercato dell’energia nei momenti di picco di produzione con presenza di fotovoltaico.

Spieghiamoci meglio.

Dr. Helmuth-M. Groscurth
Managing Director

Normalmente il costo del kWh dipende dalla domanda: tanto più c’è richiesta di energia maggiore è è il suo prezzo di vendita (il costo di produzione rimane uguale). Le grosse imprese, guadagnano quindi meglio nel dì, piuttosto che durante la notte. Ma attenzione! Il fotovoltaico produce molto proprio (in linea di massima) durante il periodo diurno. Chi ha lo scambio sul posto non necessita di energia (anzi la immette come la casa attiva) e la domanda di energia si abbassa. Per un meccanismo economico della domanda e dell’offerta otteniamo un abbassamento del prezzo €/kWh.
Ma qua la faccenda si complica.
Chi ha investito nel nucleare (ma anche in quelli tradizionali) basa i propri guadagni soprattutto sulle vendite di giorno. Ma se le queste ultime vengono a diminuire, i rientri economici si allungano, diventando sempre più insostenibili.

Ciò avverrà quando il fotovoltaico avrà diffusione e prezzi migliori, ovvero nel momento della così detta “grid parity”. Secondo gli specialisti Bode e Groscurth, questo potrebbe avvenire nel breve periodo, visto lo sviluppo tedesco. Oggi siamo ad un potenziale di oltre 7,7 GW in Germania, ovvero quasi l’1% della produzione elettrica tedesca è generata da fotovoltaico. Per dar fastidio dovrebbe andare molto oltre.

Il futuro va quindi ridisegnato il sistema di distribuzione (migliore le SMART GRID ovvero Generazione Distribuita) per ottimizzarlo sulla produzione da fonti rinnovabili!

SMART GRID secondo General Elettric


E il nucleare? Se sarà ancora conveniente e competitivo con il miglioramento esponenziale delle fonti rinnovabili e con l’aumento dell’efficienza energetica delle nuove generazioni di centrali termoelettriche, si potrà fare una valutazione di impatto sostenibile. Attualmente il nucleare, parliamo di EPR,  non è economicamente vantaggioso se non per fare aumentare il PIL.

in riferimento a:

“Il fotovoltaico sta andando bene; anche troppo! Così, c’è chi si preoccupa che il suo impatto sia negativo sulle capacità della rete e il problema non è trascurabile.”
L’impatto del fotovoltaico — Nuove Tecnologie Energetiche (visualizza su Google Sidewiki)

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