I prezzi che rendono conveniente l’investimento

Assunta una soglia di convenienza del 4% per il segmento residenziale (1-20 kW) e del 6% per tutte le altre taglie di impianto, l’energy & strategy group ha calcolato il prezzo che rende economicamente sostenibile l’investimento. Per un impianto da 3 kW (15% autoconsumo), che attualmente ha un costo di 3.190 euro a kW, per mantenere un rendimento di capitale del 4% il prezzo dovrebbe scendere a 2.900 nel 1° semestre, a 2.400 nel 2° semestre e a 1.900 nel 3° semestre del 5° conto energia. Relativamente ad un impianto da 200 kW (50% autoconsumo), il costo dovrebbe calare a 1.845 nel 1° semestre, a 1.665 nel 2° semestre e a 1.440 nel 3° semestre. Per un impianto da 400 kW (50% autoconsumo), il prezzo dovrebbe diminuire a 1.710 nel 1° sem., a 1.575 nel 2° e a 1.395 nel 3° semestre. Per un impianto con taglia di 1.000 kW (50% autoconsumo), il costo dovrebbe abbassarsi a 1.215 nel 1° semestre, a 1.080 nel ii e a 945 del 3° semestre.

Non basta abbassare il prezzo della componente tecnologica

In termini percentuali, per un impianto da 3 kW il prezzo dovrebbe ridursi del 41% affinché l’investimento sia economicamente sostenibile. La riduzione ammissibile del prezzo è del 20% per il modulo e del 20% per l’inverter; sarebbe quindi necessaria una riduzione del 56,8% delle altre componenti di costo. dunque, la diminuzione del prezzo della componente “tecnologica” non potrà essere sufficiente per rendere competitivo l’investimento e occorrerà agire su altri fronti, come il costo della progettazione e installazione.

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