La casa a basso consumo

Nel passato dell’architettura c’è sempre stato un rapporto estremamente importante tra ambiente/clima e progetto/edifici.

l benessere energetico, e l’opportunità di portare ovunque grossi quantitativi di energia, ha infranto questo naturale rapporto tra progetto e contesto climatico. Riscontriamo quindi, nell’architettura moderna, una forte disattenzione nei confronti dell’involucro che viene definita la nostra seconda pelle. E’ stato quindi l’evoluzione del settore impiantistico a fare da padrone in questi ultimi 50 anni, il quale andava a sopperire questa “disattenzione” dell’architetto. Nell’edificio a basso consumo energetico diventa quindi strategico operare già nella forma progettuale per riabbracciare il vecchio rapporto interrotto. Trattasi di riformare un pensiero progettuale e costruttivo rielaborando, in chiave moderna, le metodologie degli antichi. Il progetto diventa una funzione matematica che ha come variabile l’ambiente e l’edificazione ne è la sua rappresentazione grafica. La costante di questa funzione sarà l’analisi e la riduzione della CO2 equivalente.

L’edificio a basso consumo energetico deve essere più vicino possibile ad un essere vivente che si adatta in armonia con l’ambiente.

Fonti energetiche

Le fonti energetiche sono essenziali nella nostra civiltà. Ma non è il loro utilizzo ad essere messo in discussione, ma il quantitativo. Può sembrare strano ma è più sostenibile un impianto con caldaia a condensazione, ben dimensionato, piuttosto di uno che sfrutta tantissimi pannelli fotovoltaici. Nella progettazione si deve tenere presente anche di questi equilibri.

Esistono diversi tipologie di fonti energetiche, ma le più importanti da tenere in considerazione oggi sono quelle rinnovabili.

Fonti rinnovabili

Non tutto è rinnovabile. Purtroppo è risaputo dell’esistenza del greenwashing. Greenwashing è un neologismo indicante l’ingiustificata appropriazione di virtù ambientaliste da parte di aziende, industrie, entità politiche o organizzazioni finalizzata alla creazione di un’immagine positiva di proprie attività (o prodotti) o di un’immagine mistificatoria per distogliere l’attenzione da proprie responsabilità nei confronti di impatti ambientali negativi. Era necessario fare questa premessa.

Le fonti realmente rinnovabili hanno la caratteristica di avere, come combustibile, per la produzione di energia il sole, il vento, il mare, l’acqua e tutti i complessi meccanismi naturali in grado di produrre movimento. Si aggiungono anche quei composti chimici che appartengono a cicli naturali definiti brevi (durata di pochi giorni). Un esempio di ciclo breve è la produzione di metano da processi batterici. Gli scarti biologici diventano fonte primaria di energia nel giro di pochi giorni.

La natura non da grossi quantitativi di energia, ma da le quantità necessarie per poterci “soddisfare”. Spetta noi usare queste fonti in modo razionale evitando atteggiamenti di obesità energetica.

Fabbisogno energetico

Il Fabbisogno di energia è la quantità di un determinato combustibile per ottenere il benessere in un edificio. Il benessere viene misurato attraverso due variabili quali la temperatura (tra i 18 e i 22°C a seconda della tipologia edilizia e del tipo di edificio) e la quantità di umidità relativa dell’aria (%UR). L’edificio viene progettato, o riqualificato, studiando un buon rapporto tra involucro ed impianto. Non c’è solo la parte invernale da considerare, ma anche quella estiva sempre più di interesse pubblico causa cambiamenti climatici (spesso in versione riscaldamento globale o Global Warming).

Gli impianti

Gli impianti possono essere suddivisi per attività. Le tre principali sono il riscaldamento, il raffrescamento e l’utilizzo domestico elettrico.

Abbassare i consumi vuol dire utilizzare elettrodomestici altamente efficienti, per la parte elettrica, ed impianti equilibrati con l’involucro per la climatizzazione.