Che cosa sono gli impianti fotovoltaici?

Il sistema fotovoltaico è un’insieme di elementi di cui il pannello fotovoltaico è il produttore diretto di energia elettrica.

Quanto costa un impianto fotovoltaico necessario per far fronte ai fabbisogni elettrici di una tipica utenza domestica?

Secondo i dati ENEA un impianto per uso domestico di circa 3 kW costa 10.000 € + iva (prezzi a inizio 2011) e richiede una superficie di circa 30 mq per la sua installazione con la tecnologia film sottile ed un pò meno con il policristallino.


A chi mi devo rivolgere per realizzare un impianto fotovoltaico?


Prima di tutto è necessario rivolgersi ad un progettista qualificato, in grado di consigliare il corretto dimensionamento in funzione dei consumi domestici. E’ importante non sovradimensionare l’impianto perchè sarebbero soldi sprecati. Di seguito affidatevi all’impiantista consigliato dallo stesso progettista. Alcuni fra i principali installatori fanno parte delle associazioni GIFI (Gruppo delle Imprese Fotovoltaiche Italiane) e Assosolare (Associazione Nazionale dell’Industria Solare Fotovoltaica). Tali imprese devono avere almeno fatto un corso, meglio se quelli organizzati dall’ENEA, corsi per la formazione di oltre 1000 fra progettisti e installatori di impianti fotovoltaici. Recentemente, l’ENEA ha predisposto anche corsi di formazione a distanza gratuiti, accessibili dal proprio sito web.

Quali sono le potenzialità?

Enormi. Per esempio, se fossero impiegate le superfici ben esposte di copertura degli edifici esistenti in Italia (circa 800 km2), si produrrebbe il 40% del fabbisogno nazionale di elettricità. (Fonte ENEA)

Quali sono le prospettive di sviluppo del fotovoltaico?

Fino a qualche anno fa, il costo dell’energia prodotta da fotovoltaico era sensibilmente più elevato rispetto a quello dell’energia prodotta da fonte fossile. Le incentivazioni all’uso di questa tecnologia, prima a fondo perduto e poi con il meccanismo del “Conto Energia”, via via adottate in moltissimi Paesi, hanno consentito una ampia diffusione degli impianti, compensando il gap di competitività economica. (Fonte ENEA)

Gli investimenti industriali, hanno portato a tecnologie di produzione tali per cui i costi si sono abbattuti di oltre il 50% nel giro di 5-6 anni.

Una corretta gestione del “Conto Energia”, con una riduzione della entità delle sovvenzioni per kWh prodotto in proporzione alla diminuzione dei costi di mercato degli impianti, e adeguate normative sulle nuove costruzioni, che dovrebbero sempre prevedere l’integrazione di impianti solari, consentirà il consolidamento del mercato nazionale consentendo all’industria di recente formazione di sostenere il passaggio da un regime incentivato alla libera competizione con le altre forme di produzione di energia.

Stime ragionevoli prevedono che, nelle nostre regioni meridionali, il costo del kWh prodotto da fotovoltaico sia già molto vicino alla piena competitività economica, anche se l’investimento iniziale costituisce comunque un freno non indifferente. (Fonte ENEA)

Quali sono i benefici connessi al fotovoltaico?


Tipicamente occupazionali ed economico. In Germania, con una attenta politica di incentivazioni nel settore a partire dagli anni ‘90, ha permesso al settore di aumentare notevolmente l’impiego di manodopera: nel 2009, 100.000 unità con un fatturato pari a 10 miliardi di euro.
Il fotovoltaico, è una fonte energetica rinnovabile utile al contenimento delle emissioni di anidride carbonica. Bisogna sempre abbinarla al fattore efficienza energetica, diminuendo i propri consumi attraverso apparecchi più efficienti.

Qual è la potenza installata in Italia e quella prevista per il futuro?

Attualmente in Italia è installata una potenza fotovoltaica pari a circa 3,2 GW (anno 2010). L’obiettivo è raggiungere gli 8 GW entro il 2020. Tale obiettivo sembrerebbe alla portata di mano già dall’anno prossimo.

Quali sono i paesi maggiori produttori di componenti di impianti fotovoltaici?

La produzione fondamentale è il wafer di silicio ed i maggiori produttori sono la Cina e Taiwan, la Germania, il Giappone e gli Stati Uniti.

La notevole crescita dell’industria fotovoltaica in questi paesi è riconducibile: all’attuazione di programmi di incentivazione che hanno creato e garantito un mercato stabile e duraturo (Germania e Giappone); alla presenza di elevate competenze in specifici settori tecnologici (i film sottili negli USA); all’elevata flessibilità gestionale e basso costo della manodopera (Paesi asiatici).  Nonostante ciò, c’è ancora la possibilità per la nostra industria di occupare uno spazio di rilievo a livello internazionale investendo in produzioni ad alto tasso di innovazione. (Fonte ENEA)

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