Mi riferisco al racconto letterario romanzesco (quasi fantascemenza) di un certo Aldo Meschiari che potete leggere qui. Naturalmente quando parliamo di clima, a questi livelli, dobbiamo interpellare dei climatologi. Chiedere al climatologo è come un consulto ad un medico specializzato, e non ad un chiromante, sulle proprie analisi cliniche.

In tale articolo si dice che “lo si voglia ammettere o no, l’Antartide rappresenta una spina al fianco della teoria ormai prevalentemente accettata dell’AGW, ovvero del Riscaldamento Globale di origine antropica.”

Naturalmente nulla di tutto ciò è vero!

Claire Parkinson della NASA mi ha spiegato che l’aumento del volume di ghiaccio nell’Antartico, purtroppo, non è in contraddizione con la tendenza a scala globale del cambiamento climatico: “Non sorprende il fatto che in una parte del pianeta il ghiaccio fa una cosa e da un’altra ne fa un’altra”, che ha scritto fatto una pubblicazione proprio in tale tema (Zwally, HJ, JC Comiso , CL Parkinson , DJ Cavalieri, e P. Gloersen (2002). Variabilità del ghiaccio marino antartico 1979-1998 J. Geophys. Res. , 107 (C5), 9-1 – 9-21 10,1029 / 2000JC000733).

Guy Williams, professore dell’Institute for Marine and Antarctic Studies, ci racconta che il trend nell’Antartico è perfettamente in linea con i modelli climatici del Climate Change: “In un certo senso per la gente è poco intuitivo cercare di capire come il global warming sta incidendo sulle regioni polari, ma in realtà è perfettamente in linea con la reazione attesa dagli scienziati nell’Oceano antartico”. Il Dr. Guy Williams aggiunge che solo da poco si sta studiando il reale spessore di ghiaccio dell’artico. Il ghiaccio marino è un indicatore importante del clima polare, ma misurare il suo spessore è stato difficile”, ha detto Williams. “Ora abbiamo una serie di robot che, insieme ai dati satellitari, sono in grado di fare le prime radiografie dei ghiacci, anche se non abbiamo passato tutto ai “raggi X” “.

Veicoli sottomarini autonomi (AUV)

Veicoli sottomarini autonomi (AUV)

“La cosa fondamentale”, prosegue il professor Guy Williams, ” è che questo è un punto di svolta, perché in precedenza era molto difficile misurare la profondità del ghiaccio. Ci siamo limitati all’osservazione visiva dai ponti di navi o carote di ghiaccio e prendere provvedimenti. E’ stato molto duro il lavoro e con margini d’errore alti, il che ci ha portati a commettere un errore per difetto: il ghiaccio non era così sottile. E ‘stato un po’ come un medico diagnosticare una condizione per incitare la pelle “. Potete fare approfondimenti qui.

La dottoressa Claire Parkinson ci spiega che l’assottigliamento dell’ozonosfera a causa dei clorofluorocarburi (CFC) ha portato ad avere una tendenza di raffreddamento in Antartide: nonostante il buco dell’ozono stia guarendo, è ancora troppo poco e ciò comporta un forte impatto sul cambiamento climatico, un fenomeno secondo solo al riscaldamento globale. Uno di questi effetti è stato l’incremento di venti e tempeste nell’Oceano Antartico: un vortice che attira aria all’interno del continente e si riversa sul mare di Ross, dove ovviamente si è stata registrata l’80% dell’espansione del volume di ghiaccio marino.

Possiamo quindi sostenere, purtroppo, che le previsioni dei modelli sul cambiamento climatico (più di 50) si stanno rilevando sempre più corretti a livello globale. Data la complessità del problema non deve destare stupore anzi è un ottimo motivo per chiedere e cercar risposte agli esperti!

Per una visione dell’andamento del ghiaccio potete consultare il sito della NASA.

 

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