Quando avevo l’età di 10 anni, leggevo su un’enciclopedia (Conoscere Ieri Oggi Domani, edita da Fratelli Fabbri Editori) di un progetto chiamato Atollo per la produzione di idrogeno, il nuovo combustibile del futuro.
Era un progetto in cui se ne produceva da una enorme centrale nucleare posta su un atollo marino e raffreddata con acqua pompata dai fondali marini.
Il tutto sarebbe poi trasportato ed utilizzato in centrali termoelettriche come combustibile, ricavando nuovamente acqua dalla sua combustione (semplificando parecchio!)

Da un sogno interessante si è giunti alla concretizzazione.

Il 12 luglio di quest’anno (2010) è stata inaugurata a Fusina (VE) il primo impianto per la produzione di elettricità che  viene alimentato a idrogeno dalla petrolchimica vicina.  E’ il prototipo di una industria  con larghe visioni: non vede più come by-product l’idrogeno ma prodotto attivo nelle economie industriali.

La Regione Veneto, nel 2003, aveva fondato un consorzio sperimentale, tutto italiano, per la promozione di un’economia industriale basata sull’idrogeno. Hydrogen Park ne è stato il primo risultato con l’applicazione di questa meravigliosa centrale termoelettrica con rendimentioelettrico del 42% (le centrali nucleari 30-35%) con una capacità di 12 MWe.
Tale rendimento è valorizzato ancora meglio, grazie al riutilizzo del gas di combustione che, inviato alla vicina centrale a carbone, genera ulteriore energia per una capacità aggiuntiva di circa 4 MW.

in riferimento a: E’ in Veneto la prima centrale a idrogeno del mondo – Smarter City (visualizza su Google Sidewiki)

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