MIT, il nuovo fv che converte il calore in energia elettrica 

La nanotecnologia ci aiuta verso nuove
frontiere inesplorate

Non esiste solo un modo per produrre energia elettrica.

I modelli fisici, uniti alla grande fantasia umana, portano in alto le nostre tecnologie, verso la ricerca di fonti energetiche pulite.
E’ possibile creare idee nuove con nuove scoperte. Bisogna avere la volontà di proseguire per strade nuove.
Cercare di risolvere i problemi generati dalla mentalità vecchia, con la stessa mentalità obsoleta, non può portare a nulla di buono.
Quindi la parola d’ordine è innovare! Il motore deve essere la nostra grande fantasia!
Nel 2008 l’Istituto Politecnico di Rensselaer era arrivata una soluzione capace di aumentare l’efficienza delle celle fotovoltaiche del 43% e contemporaneamente di abbassare i costi di costruzione degli impianti, usando il solito silicio. Ma ancora oggi è da sviluppare!
Grazie alle nanotecnologie si possono realizzare un fotovoltaico più sottile.
Anche Harvard è stata coinvolta in questa corsa al miglioramento tecnologico: un gruppo di ricercatori, guidato da Charles Lieber, ha documentato su Nature il funzionamento di un primo esemplare di nanocavo (nanowire) fotovoltaico e costruito con diversi strati concentrici (coassiali) di ossidi di silicio, a differenti proprietà ottiche e elettriche.
E da noi? anche in Italia abbiamo ricerca di tutto rispetto al Cnr: Istituto per la sintesi organica e la fotoreattività. Le ricerche condotte portano a moduli poco efficienti (7% circa) ma di costi da “pacchetto delle patatine) 40-50 €c/Wp (40-50 centesimi al watt).
Bhe insomma, investiamo bene i soldi nella ricerca, ma non in quella nucleare!

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