Harvest Green Project / Romses Architects
Come progettista, so bene quanto sia difficile redigere un progetto sulla carta che dovrà rispettare i dettagli nella realtà. Spesso l’ingegnerizzazione, in corso d’opera, necessita di aggiustamenti, specialmente se si parla di edifici “innovativi”.
Ecco perchè bisogna assolutamente spingere l’ingegneria e l’architettura verso nuove frontiere di sostenibilità! Ecco perchè pensare a come sfruttare le pochissime risorse a disposizione (dalla forma dell’edificio, all’esposizione, dalla scelta dei materiali, all’autoproduzione energetica).
Camille Jenatzy a bordo del prototipo da record La Jamais Contente, nel 1899

Raggiungere obiettivi ambiziosi è sempre stato molto stimolante. Purtroppo gli interessi economici hanno sempre impedito, da oltre 100 anni, questo tipo di sviluppo. L’esempio più eclatante è stato quella della storia dell’automobile, mezzo diffusissimo, ma solo ed esclusivamente perchè sponsorizzato da chi voleva sfruttare gli scarti della lavorazione del petrolio: la benzina. Già negli anni 1890 esisteva un’auto elettrica di tutto rispetto e velocità! Addirittura Camille Jenatzy a bordo del prototipo da record La Jamais Contente, nel 1899 raggiungeva i 100 km/h (nella foto)!
Oggi abbiamo tecnologie a basso costo che ci permettono di raggiungere efficienze energetiche incredibili! Il comfort di questi nuovi edifici è superiore di gran lunga a quelli tradizionali!

Perchè vivere male quando di può vivere meglio ed in maniera più sostenibile?
in riferimento a:

“progetto vendemmia verde, Vancouver”
romses architetti: progetto vendemmia verde, Vancouver (visualizza su Google Sidewiki)

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