Il  soddisfacimento del fabbisogno energetico
nonché la necessità di ridurre emissioni inquinanti
e/o clima alteranti sta generando un profondo
cambiamento nella configurazione dei sistemi
elettrici: il concetto di generazione
tradizionalmente effettuata in grandi siti
centralizzati afferenti alla rete di trasmissione viene
progressivamente sostituita da impianti di piccola
taglia da connettere alla rete di distribuzione in
prossimità degli utenti.
Attualmente le problematiche connesse a questo
nuovo tipo di architettura elettrica si traduce nella
necessità da parte dei Distributori di verificare ed
eliminare i limiti di penetrazione della generazione
diffusa; l’intervento dei distributori si deve
estendere anche alle modifiche di architettura e
coordinamento dei sistemi di protezione,
regolazione e automazione delle cabine primarie al
fine di permettere un esercizio in sicurezza del
sistema elettrico così come si andrà a modificare.
Anche il sistema di trasmissione è coinvolto in
queste profonde modifiche strutturali della rete di
distribuzione, che si sta evolvendo dalla sua
funzione storicamente “passiva” verso una attiva
gestione delle risorse energetiche distribuite (intese
come generatori a produzione non imposta a
programma, carichi controllabili e dispositivi di
accumulo) e/o riconfigurazioni rapide della
topologia di rete.
Nel prossimo futuro l’evoluzione della rete di
trasmissione verso un sistema integrato “Super
grid” renderà necessario lo sviluppo di nuovi sistemi
di monitoraggio, controllo, comunicazione e
tecnologie “self – healing” in grado di:
− rendere tutti gli utenti parte attiva
nell’ottimizzazione dell’esercizio del sistema;
− agevolare la connessione e l’esercizio di utenti di
ogni taglia e tecnologia;
− agevolare lo scambio di informazioni tra gli utenti
e gli operatori;
Con lo scopo di realizzare una rete intelligente che
risponda alle filosofie e ai criteri della smart grid,
garantendo l’affidabilità della rete di trasmissione,
lo sfruttamento della rete esistente, la flessibilità
del sistema elettrico, l’accessibilità alla rete elettrica
e la produzione da fonte rinnovabile anche non
direttamente connessa alla RTN, nonché il
miglioramento dell’economicità del sistema
elettrico, Terna ha pianificato alcuni interventi, in
corso di realizzazione e definito nuove soluzioni da
implementare, che consentono:
− Il controllo flussi di potenza sulla rete AT/AAT
tramite l’installazione di Phase Shifting
Transformers (PST nelle stazioni di Villanova,
Foggia e Camporosso) e di nuove linee HVDC
(soluzione tecnologica impiegata nelle future
interconnessioni con Balcani, Francia, Tunisia);
− Il monitoraggio dei fenomeni fisici della rete
tramite la misura delle grandezze elettriche su
larga scala, tramite WAMS (una rete di sensori
installati lungo la rete);
− Il telecontrollo e il telescatto in tempo reale degli
impianti di generazione e di alcuni componenti
della rete, tra i quali citiamo il monitoraggio della
temperatura dei conduttori di linea;
− la regolazione di reattivo tramite l’installazione di
nuovi componenti elettronici di potenza (SVC);
− il dispacciamento ottimizzato in funzione dei
diversi assetti di rete e di generazione
disponibile, in particolare di quella rinnovabile
(Optimal Power Flow);
− evoluzione continua dei modelli previsionali della
domanda e della generazione da fonte non
programmabile (eolico);
A fronte della prevista crescita interna delle fonti
rinnovabili occorre inoltre tenere in considerazione
il potenziale sviluppo nel Mediterraneo
meridionale. Nell’ambito di progetti di
cooperazione internazionale è stato recentemente
presentato il Piano Solare Mediterraneo. L’obiettivo
concreto prevede l’installazione nella regione sud
del Mediterraneo di 20 GW di nuova capacità da
fonti rinnovabili (principalmente solare) entro il
2020 e che una parte dell’energia elettrica
rinnovabile così prodotta possa essere esportata
verso i paesi dell’Unione Europea. Qualora
venissero create le opportune condizioni dal punto
di vista regolatorio, normativo e finanziario,
sarebbe necessario creare le infrastrutture per
importare questa energia dal Nord Africa verso
l’Europa centrale. A tal proposito l’Italia, avendo già
avviato gli studi di fattibilità delle interconnessioni
con Algeria, Libia e Tunisia, assumerebbe un ruolo
chiave nello sviluppo delle infrastrutture elettriche
a supporto del suddetto Piano Solare (cfr sez.2
paragrafo 2.6).

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