L’efficienza energetica è al centro della Strategia “Europa 2020” dell’UE per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva[1]e della transizione verso un’economia basata su un uso efficiente delle risorse. L’efficienza energetica[2]rappresenta uno dei modi più efficaci dal punto di vista economico per rafforzare la sicurezza dell’approvvigionamento energetico e ridurre le emissioni di gas a effetto serra e di altri inquinanti. Sotto molti aspetti l’efficienza energetica può essere considerata la maggiore risorsa energetica dell’Europa[3]. Per questo l’Unione si è posta come obiettivo per il 2020 il risparmio del 20% del proprio consumo di energia primaria rispetto alle previsioni[4]e questo obiettivo è stato definito nella comunicazione della Commissione “Energia 2020”[5]come una tappa fondamentale per il conseguimento degli obiettivi dell’UE a lungo termine in materia di energia e di clima.
Sono stati realizzati progressi notevoli per il conseguimento di questo obiettivo, in particolare sui mercati degli apparecchi elettrici e dell’edilizia[6]. Stime recenti della Commissione indicano tuttavia che l’UE potrà raggiungere soltanto la metà dell’obiettivo del 20%[7]. L’UE deve agire ora per poter conseguire il suo obiettivo. Rispondendo all’invito del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011, che richiedeva “un’azione decisa per sfruttare il notevole potenziale di maggiori risparmi energetici insito negli edifici, nei trasporti e nei processi di produzione”[8], la Commissione ha pertanto elaborato questo nuovo piano globale di efficienza energetica.
Il piano sarà attuato in conformità ad altre misure adottate nell’ambito dell’iniziativa faro “Un’Europa efficiente nell’impiego delle risorse[9]” della strategia “Europa 2020”, compresa la tabella di marcia verso un’economia a basse emissioni di carbonio nel 2050[10], per garantire coerenza politica, valutare i compromessi tra settori strategici e beneficiare delle potenziali sinergie. Le misure di efficienza energetica saranno attuate nell’ambito del più ampio obiettivo dell’UE in materia di efficienza delle risorse, che comprende un uso più efficiente di tutte le risorse naturali e garantisce norme elevate di protezione ambientale.
Gli effetti congiunti della piena attuazione delle misure esistenti e di quelle nuove trasformeranno la nostra vita quotidiana e potranno generare un risparmio di 1 000 euro all’anno per famiglia[11], potenziare la competitività dell’industria europea, creare fino a 2 milioni di posti di lavoro[12]e ridurre di 740 milioni di tonnellate le emissioni annue di gas a effetto serra[13].

Il maggiore potenziale di risparmio energetico è insito negli edifici. Il piano è incentrato su strumenti atti ad incentivare il processo di ristrutturazione di edifici pubblici e privati e a migliorare il rendimento energetico dei componenti e degli apparecchi in essi utilizzati. Esso promuove il ruolo esemplare del settore pubblico proponendo di accelerare il tasso di rinnovo degli edifici pubblici mediante un obiettivo vincolante e di introdurre criteri di efficienza energetica nella spesa pubblica. Prevede inoltre obblighi per i servizi di pubblica utilità finalizzati a consentire agli utenti di ridurre il loro consumo energetico.
Il settore dei trasporti è al secondo posto per quanto riguarda il potenziale di risparmio energetico. Questo aspetto sarà trattato nel prossimo Libro bianco sui trasporti.
L’efficienza energetica nel settore dell’industria sarà potenziata stabilendo requisiti per le apparecchiature industriali, migliorando le informazioni fornite alle PMI e adottando misure per l’introduzione di audit energetici e di sistemi di gestione dell’energia. Sono inoltre proposti miglioramenti all’efficienza della generazione di elettricità e di calore, in modo da garantire che il piano comprenda misure di efficienza energetica riguardanti l’intera catena di approvvigionamento dell’energia.

Fissare obiettivi di efficienza energetica rappresenta un modo efficace per stimolare l’azione e creare un impulso politico. Con l’attuazione del “semestre europeo” la strategia “Europa 2020” ha istituito un nuovo contesto di governance e strumenti aggiuntivi con cui l’UE può orientare i propri sforzi in materia di efficienza energetica. La Commissione propone pertanto un approccio in due fasi per la fissazione degli obiettivi. Nell’ambito della prima fase gli Stati membri stanno fissando obiettivi e programmi nazionali di efficienza energetica. Questi obiettivi indicativi e gli sforzi dei singoli Stati membri saranno esaminati per valutare la probabilità di conseguire l’obiettivo generale dell’UE e la misura in cui i singoli sforzi rispondono all’obiettivo comune. La Commissione sosterrà gli Stati membri e offrirà loro strumenti per l’elaborazione dei programmi di efficienza energetica, la cui attuazione sorveglierà da vicino tramite il quadro legislativo riveduto e nel contesto del nuovo quadro previsto dalla strategia “Europa 2020”. Nel 2013 la Commissione fornirà una valutazione dei risultati ottenuti e stabilirà se i programmi, considerati complessivamente, realizzeranno l’obiettivo europeo del 20%. Se il riesame del 2013 indicherà scarse probabilità di realizzazione dell’obiettivo generale dell’UE, la Commissione avvierà la seconda fase proponendo obiettivi nazionali giuridicamente vincolanti per il 2020. Come nel caso delle energie rinnovabili, sarebbe allora necessario tener conto dei punti di partenza dei singoli Stati membri, della loro prestazione economica e delle misure adottate in uno stadio precoce nel settore.

Il presente piano si fonda sui contributi del Parlamento europeo, in particolare la recente relazione di iniziativa sull’efficienza energetica[14], e di numerose parti interessate nonché sull’esperienza acquisita con il piano d’azione 2006 per l’efficienza energetica. Secondo le stime della Commissione, le misure già attuate unitamente a quelle nuove illustrate nel presente piano dovrebbero assicurare la piena realizzazione dell’obiettivo del 20%. Il principio fondamentale del presente piano è proporre rigorose misure vincolanti senza imporre obiettivi nazionali vincolanti.
Il successo dell’Unione nell’attuazione del presente piano dipenderà dalla stretta collaborazione tra le istituzioni UE, gli Stati membri e le parti interessate. La Commissione conta sulla partecipazione e sull’impegno di tutte le parti interessate a questo ambizioso progetto.


[1]               COM(2010) 2020.
[2]               Tecnicamente per “efficienza energetica” si intende l’utilizzo di meno energia mantenendo un livello equivalente di attività o servizio economici; “risparmio energetico” è un concetto più ampio che comprende anche la riduzione del consumo mediante cambiamenti di comportamento o una diminuzione dell’attività economica. In pratica i due concetti sono difficili da distinguere e, come nella presente Comunicazione, i termini sono spesso usati in modo intercambiabile.
[3]               I “negajoules” rappresentano il mancato consumo di energia grazie a una migliore efficienza energetica. Ad esempio, il miglioramento del 13% nell’efficienza energetica dei consumatori finali registrato nell’UE-27 tra il 1996 e il 2007 era equivalente a un risparmio energetico di circa 160 Mtep all’anno (Overall Energy Efficiency Trends and Policies in the EU27 — ADEME 2009).
[4]               7224/1/07 REV 1. Conclusioni della Presidenza del Consiglio europeo dell’8/9 marzo 2007. Questo obiettivo si traduce in un risparmio di 368 milioni di tonnellate di equivalente petrolio (Mtep) di energia primaria (consumo interno lordo detratti gli impieghi non energetici) entro il 2020 a fronte del consumo previsto per quell’anno di 1842 Mtep. Tale obiettivo è stato riconfermato dal Consiglio europeo del giugno 2010 (17/6/2010 n. EUCO 13/10).
[5]               COM(2010) 639.
[6]               Tali progressi sono stati realizzati nell’ambito del Piano d’azione 2006 per l’efficienza energetica (COM(2006) 545) e sono valutati nel documento di lavoro dei servizi della Commissione che lo accompagna SEC (2011) 275.
[7]               Sulla base delle stime più recenti della Commissione e tenendo conto delle misure di efficienza energetica attuate fino a dicembre 2009.
[8]               Conclusioni del Consiglio europeo del 4/2/2011, n. EUCO 2/11.
[9]               COM(2011) 21.
[10]             COM(2011) 112.
[11]             COM(2008) 772: Comunicazione della Commissione — Efficienza energetica: conseguire l’obiettivo del 20%.
[12]             Stime basate sui dati del settore dell’edilizia. V. doc. SEC(2011) 277: Valutazione d’impatto che accompagna il piano di efficienza energetica.
[13]             V. doc. SEC(2011) 277: Valutazione d’impatto che accompagna il piano di efficienza energetica.
[14]             2010/2107 (INI): relazione di iniziativa del Parlamento europeo sulla revisione del piano d’azione per l’efficienza energetica.

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