Legno strutturale e grattacieli: vantaggi e limiti del CLT (Cross Laminated Timber)

da | Mag 18, 2025 | Architettura ecosistemica, Edilizia sostenibile, greenbuilding, Isolamento | 0 commenti

Introduzione

Negli ultimi anni, il CLT (Cross Laminated Timber), ovvero il legno lamellare a strati incrociati, è diventato il protagonista della nuova edilizia sostenibile. Utilizzato per costruire anche edifici alti, viene celebrato per le sue prestazioni strutturali e il basso impatto ambientale. Ma quali sono i veri vantaggi e dove risiedono i limiti?

Cos’è il CLT

Il CLT è un pannello strutturale massiccio ottenuto incollando strati di legno massello incrociati tra loro. Questo incrocio garantisce stabilità dimensionale, elevata resistenza meccanica e capacità portante. Può essere utilizzato per pareti, solai, coperture e interi edifici.

I principali vantaggi

  • Sostenibilità
    Il legno è un materiale rinnovabile e il CLT permette di stoccare CO₂ per decenni, contribuendo alla neutralità climatica.

  • Rapidità di costruzione
    Gli elementi CLT vengono prefabbricati, riducendo drasticamente i tempi di cantiere e le emissioni collegate.

  • Leggerezza
    Il legno pesa meno del calcestruzzo o dell’acciaio, rendendo possibile la costruzione su terreni delicati o sopraelevazioni.

  • Isolamento naturale e comfort abitativo
    Il CLT offre un buon isolamento termoacustico e una qualità dell’aria interna superiore, soprattutto se abbinato a materiali naturali.

Esempi di edifici in CLT nel mondo

  • Mjøstårnet (Norvegia)
    Con i suoi 85 metri, è attualmente il grattacielo in legno più alto del mondo.

  • HoHo Tower (Vienna)
    24 piani di struttura ibrida (CLT + calcestruzzo) che ospitano uffici, hotel e residenze.

  • Asilo nido in CLT – Moncalieri (Italia)
    Struttura interamente in legno lamellare, antisismica e realizzata in 60 giorni.

I limiti del CLT

  • Costo iniziale
    In Italia, il CLT è ancora considerato un materiale di nicchia: i costi sono più alti rispetto a soluzioni convenzionali, anche se in calo.

  • Protezione al fuoco e all’umidità
    Sebbene il legno massiccio resista bene al fuoco (carbonizzazione controllata), richiede una progettazione specifica per garantire durabilità in climi umidi.

  • Standard normativi non omogenei
    In alcuni paesi mancano linee guida chiare per costruzioni in altezza completamente in legno, rallentando l’adozione su larga scala.

Conclusione

Il CLT rappresenta una vera alternativa strutturale sostenibile per l’edilizia del futuro. Con la giusta progettazione, può competere con il calcestruzzo anche in edifici multipiano, offrendo al contempo rapidità, comfort e un’impronta ecologica molto più leggera. Ma per sfruttarlo appieno, servono formazione tecnica, filiere locali e aggiornamenti normativi.


Fonti:

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