Proposte migliorative di efficienza (E.E.) e risparmio energetico (R.E.)

Scritto da Mirko Paglia eco-ingegnere

07/11/2020

La figura dell’Energy Manager (E.M.) inizia con prendere misura dell’ambiente in cui deve operare. Misurare l’energia, comprendendone gli equilibri all’interno di un sistema, è il primo passo fondamentale in cui commisurare le proprie energie.

Lo scopo delle migliorie di E.E. e del comportamento di R.E. si può riassumere nei seguenti punti:

  • ridurre il costo dell’energia per contenere le spese delle famiglie e per migliorare la competitività del sistema delle imprese;
  • diminuire le emissioni che inquinano e alterano il clima, rispettando le particolarità del territorio e dell’ambiente entro il quale vengono previsti gli interventi, secondo le linee del protocollo di Kyoto;
  • promuovere la crescita competitiva delle industrie legate all’innovazione tecnologica nel settore dell’energia;
  • tutelare la salute dei cittadini e curare gli aspetti sociali legati alle politiche energetiche.

Le proposte migliorative, di efficienza e risparmio energetico, sono fondamento strutturale a qualsiasi livello, dalla pianificazione alla progettazione ed alle fasi realizzative e di utilizzo di un bene.

Ricordiamoci che l’efficienza energetica (E.E.) è la scelta di un mezzo con il quale ottengo lo stesso risultato di altri ma con minor utilizzo di energia.

Ricordiamoci che il risparmio energetico (R.E.) è l’utilizzo di un mezzo in chiave di “non consumo”.

L’Energy Manager o Esperto in Gestione dell’Energia è in grado di pianificare, attraverso un’attenta analisi dei consumi energetici, la riqualificazione energetica di un’azienda o di un edificio.

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Gli energy manager nominati nel corso del 2018 in Italia sono stati 2315. 

In Italia, si parla di circa 3.000 imprese energivore con obbligo di nomina dell’energy manager e dell’Esperto in Gestione dell’Energia certificato 11339. I settori sono i più disparati, dall’industria cartaria alle acciaierie, dalle industrie meccaniche a quelle alimentari. Si aggiungono circa i 50 comuni sopra i 100.000 abitanti ed altre centinaia che superano i TEP limite del settore terziario. Anche le pubbliche amministrazioni hanno l’obbligo di nomina.

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